Chi sa vedere le cose belle
è perché
ha la bellezza dentro di sé

(cit. di G. Klimt)

Nella mia esperienza di insegnante, ho notato che molti ragazzi hanno un concetto puramente estetico della bellezza, pensano a ciò che è piacevole alla vista e all’udito; per loro la bellezza è fatta di forme ideali che seguono la moda e sono spesso diffuse tramite i social.

Alcuni, che magari riflettono maggiormente sui vari argomenti, vedono in essa qualcosa di più profondo, piacevole all’anima, che suscita meraviglia e gioia, più significativa di ciò che percepiamo solo coi sensi. 

Tuttavia è difficile che un adolescente riesca a capire certi concetti e a farli suoi, qualcuno ci arriva facendo lo sforzo di andare oltre ciò che vediamo, udiamo e percepiamo materialmente.

Il Dalai Lama afferma: “Questa è un’epoca in cui tutto viene messo in vista sulla finestra per nascondere il vuoto della stanza.” Parole che devono far riflettere tutti, ma principalmente i docenti, che sono educatori, e devono trasmettere ai giovani il significato di tali pensieri, distogliendoli, almeno in parte, da alcuni valori della società attuale; valori spesso fugaci e superficiali che svaniscono con la stessa rapidità con cui nascono, ma che coinvolgono totalmente i ragazzi e li fanno vivere come in una perenne vetrina dove devono dimostrare, evidenziare, urlare la loro esteriorità.

La bellezza diventa una difesa del giovane e una rivalsa in un mondo che magari non lo capisce o tende a soggiogarlo. La bellezza esteriore può diventare un momentaneo vantaggio, ma è anche un boomerang per un ragazzo/a perché ciò che appare è sempre soggetto a critiche e a giudizi e oggi i social sono particolarmente attivi in questo senso e non risparmiano nessuno.

Per questo bisognerebbe far riflettere i giovani su quanto è effimero e caduco l’aspetto fisico e come, mutando nel tempo, non può essere il faro su cui basare la propria vita e la propria crescita.

Il concetto di bellezza è indubbiamente complesso e mutevole in base ai tempi, al contesto storico, alle culture, alle trasformazioni della società e al progresso tecnologico.

Se partiamo dal passato vediamo che la bellezza si è trasformata da un ideale di perfezione armonica a una celebrazione delle diversità e della soggettività personale.

Nel mondo antico, nell’antica Grecia, la bellezza era simbolo di armonia, l’unione del bello e del buono fisico e morale. Gli antichi legavano la perfezione esteriore all’equilibrio interiore.

Nel Medioevo l’ideale era la donna angelicata, un insieme di spiritualità e severi canoni estetici. La visione cristiana portò a una estetica in cui la bellezza esteriore doveva far riflettere la bontà interiore. Nel Rinascimento la bellezza era basata sull’armonia, la grazia, la proporzione ispirata all’arte classica unita a una nuova indagine sul corpo umano. Bellezza non solo estetica, ma riflesso della moralità, la donna doveva avere forme floride, prospere, ma essere anche virtuosa, umile e casta. Nel tempo ci sono stati mutamenti del concetto più rapidi, anche in base al diffondersi dei mass media. 

Negli ultimi anni si è affermata un’idea di bellezza basata sull’accettazione del proprio corpo e delle imperfezioni individuali, libera dagli standard imposti, in linea con una sempre maggiore emancipazione dei costumi e una ricerca continua della parità tra uomo e donna.

E la bellezza interiore? Alcuni giovani si staccano dal “gregge” e si distinguono per la loro interiorità bella, pulita, solare, ma spesso pagano la loro sensibilità con l’isolamento, oppure sono quelle poche figure di ragazzi che destano stupore e anche ammirazione perché sono votati a una vita più alta, anche alla santità.

“È bello dentro” a volte si sente dire questo, purtroppo spesso lo si dice di chi non è fisicamente molto attraente, ma la bellezza fisica dipende da madre natura e da tanti accorgimenti più o meno efficaci nelle varie epoche, mentre quella interiore è frutto dei nostri comportamenti, della rinuncia ad abitudini negative, della volontà di ognuno di noi di dare più spazio ad atteggiamenti virtuosi, che danno serenità, evitando di far dipendere il nostro stato d’animo da fattori esterni. Viviamo in una società che ha sempre fretta, che riflette poco, che ha come motivazioni importanti l’apparire, l’influenzare gli altri per il profitto, il raggiungimento del successo a tutti i costi, aspetti che illudono molti che credono di trovare la loro realizzazione in un mondo virtuale.

Tuttavia ci sono esempi di ragazzi che hanno capito che la bellezza interiore non ha alcun legame con quella esteriore. La bellezza interiore non si vede, non si sente, è l’energia positiva che una persona emana.

Potrebbe essere la base per rendere il nostro mondo migliore perché solo chi è “bello dentro” può offrire serenità.

A tale proposito sono significative le parole dello scrittore Fabio Volo nel suo libro “Il giorno in più”: “… E poi ci sono quelle persone belle da morire, non belle in senso fisico, belle e basta. Belle perché quando sorridono illuminano ciò che le circonda, belle perché il suono della loro voce riempie l’aria, belle perché con un gesto ti rendono felice, belle perché fanno parte di te e ti rendono migliore…”.

 Oggi la bellezza fisica è in primo piano, sia delle donne, sia degli uomini, ma non dobbiamo pensare che l’edonismo e l’ammirazione che caratterizzano molte persone le renda felici. Il mondo ci presenta giovani e meno giovani sempre più alla ricerca di una serenità che nessuna bellezza estetica può garantire e soprattutto mantenere nel tempo. Bisognerebbe fermare la corsa all’apparire, fornendo alle giovani generazioni strumenti più solidi per valorizzare la loro interiorità, anche a scuola, dove la cultura, l’educazione e soprattutto lo sviluppo della capacità critica dovrebbero far riflettere i ragazzi contro ogni condizionamento e ogni attrattiva della società.


Bibliografia

Fabio Volo, Il giorno in più, A. Mondadori Editore, Milano 2007

Paola Giovetti, Il tempo della bellezza,Edizioni studio Tesi, febbraio 2020

Storia della bellezza, a cura di Umberto Eco, Editore Bompiani, 3ottobre 2012

Riflettere la bellezza interiore: le parole ispiratrici di Gustav Klimt , in https://www.vibrazionipositive.com

Aforismi del Dalai Lama, in Calendario geniale 2026


Immagine ispirata a un particolare dell’opera “La nascita di Venere” di Botticelli, dipinta da Stefania Gagni, di proprietà dell’autrice

(“La nascita di Venere” di Botticelli è da sempre considerata l’idea perfetta di bellezza femminile nell’arte)

Che cos’è la bellezza? – di Paola Gagni

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