Si sono da poco conclusi gli eventi commemorativi del 150° anniversario della morte di Alessandro Manzoni. Vorrei qui di seguito riportare l’esperienza didattica da me condotta in una Scuola Superiore di Firenze relativa alla creazione in classe – durante le ore di Italiano e in orario extracurriculare – del cortometraggio intitolato GENTE DI NESSUNO. La violazione dei Diritti Umani nei Promessi Sposi (regia di Valeria E. Russo). Il progetto si è avvalso della collaborazione, come Referente esterno, dell’Associazione “Robert F. Kennedy for Justice and Human Rights – Italia” che ha sede a Firenze. Ecco il link al cortometraggio (durata 15 min.) https://www.youtube.com/watch?v=ltZ8WtS_gKw, la cui visione è preliminare rispetto a quanto viene riportato qui di seguito.
L’esperienza risale all’anno scolastico 2015-2016, ma è negli anni successivi che il cortometraggio è sia risultato vincitore nel Concorso “Didattica dell’Audiovisuale” dell’AICA – USR Toscana (2018) sia è stato inserito tra gli eventi delle Giornate di “Letture integrale collettiva dei Promessi Sposi” della Scuola Normale di Pisa (2019). Nel 2024, il Comune di Firenze, proprio in occasione del 150° anniversario manzoniano menzionato in precedenza, ha pubblicato il video sul portale del Progetto Educativo “Chiavi della Città”.
Parte I. Premessa
Uno dei capolavori della letteratura di tutti i tempi. Anzi no, una gran pizza, un libro noioso, illeggibile. Un testo giustamente obbligatorio, anzi no, un testo la cui lettura “andrebbe proibita nelle Scuole”:1 stiamo naturalmente parlando del testo letterario amato/odiato per antonomasia: I Promessi Sposi.
Per una volta abbiamo invece provato a riflettere, a Scuola, su uno dei (tanti) motivi che rendono invece I Promessi Sposi un libro paradossalmente attualissimo: l’essere un’opera in cui si parla (anche…) di “giustizia ingiusta”. Di diritti negati. Di diritti calpestati in modo brutale.
In classe, con le allieve della 2L Moda dell’I.S.S. “Cellini Tornabuoni” di Firenze, abbiamo affrontato il testo ponendoci una domanda preliminare: cosa succederebbe se dovessimo applicare i principi enunciati nella “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” del 19482 alle situazioni descritte in un testo, scritto da Alessandro Manzoni nel diciannovesimo secolo, ma ambientato nel Seicento?
Il cortometraggio, che è il risultato finale di un progetto didattico durato un intero anno scolastico anno, è composto da cinque scene, in cui le allieve – che hanno anche contribuito alla stesura della sceneggiatura, scritta sotto la mia supervisione – recitano tutti i ruoli dei personaggi del romanzo (Scena 1: Don Abbondio e i Bravi, Scena 2: Renzo e l’Azzeccagarbugli, Scena 3: Don Rodrigo e Fra Cristoforo; Scena 4: la Monaca di Monza; Scena 5: Lucia e l’Innominato). Le maschere dei personaggi manzoniani indossate dalle allieve nel video sono ispirate alle illustrazioni originali dei Promessi Sposi dell’edizione cosiddetta “quarantana”.3 Non solo: tutte le illustrazioni incluse nel cortometraggio, con riferimento agli episodi di volta in volta trattati, sono state precedentemente colorizzate al computer dalle allieve e dagli allievi della classe 3H Grafica, sotto la supervisione del Docente di Tecnica Professionale. La stessa classe di Grafica si è avvalsa delle competenze di un esperto IeFP, che ha partecipato anche al montaggio del video. Ne è risultato un prodotto finale, di cui ho curato la regia, frutto di competenze differenziate sia di allievi che di docenti.
Ai personaggi manzoniani che abbiamo menzionato se ne aggiunge, nel cortometraggio, uno nuovo, estraneo al romanzo, che è un personaggio non letterario, bensì storico: quello di Eleanor Roosevelt, che alla fine di ogni scena mostra, attraverso dei cartelli, quali articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 vengono di volta in volta violati nel testo manzoniano.
Un finale “a sorpresa” conclude il cortometraggio, che dura 15 minuti.
Parte II. Curiosità su “GENTE DI NESSUNO. La violazione dei diritti umani nei Promessi Sposi”
La particolarità della recitazione:
- Le allieve recitano sempre, in tutte le cinque scene del cortometraggio, con la testa ruotata di 90° gradi rispetto al corpo: in tal modo le maschere che indossano sono sempre visibili frontalmente. La recitazione con accento inconfondibilmente fiorentino delle allieve che hanno dato voce a Renzo, a Lucia e agli altri personaggi (lombardi) dei Promessi Sposi, chissà forse non sarebbe dispiaciuta a Manzoni, dato che, in vista dell’edizione del 1840 dei Promessi Sposi, l’Autore aveva, com’è noto, “sciacquato i panni in Arno”, ispirandosi cioè proprio all’italiano parlato a Firenze per la revisione linguistica finale del romanzo. N.B.: come si evince dai titoli di coda, tra le allieve “fiorentine” del video ci sono anche italiane di seconda generazione.
- Va ricordato che il teatro delle origini, quello greco, era un teatro in maschera. Un teatro in cui sia le parti maschili sia le parti femminili venivano recitate esclusivamente da attori. E qui invece i due ruoli femminili e i sette ruoli maschili vengono recitati tutti da allieve.
- Le voci non sono quelle dei personaggi che recitano indossando la maschera: per scoprire l’abbinamento di voce e personaggio che recita sotto la maschera… occorre scorrere i titoli di coda.
Le illustrazioni dei Promessi Sposi
Con l’edizione del romanzo del 1840, riccamente illustrata da Francesco Gonin (si tratta di più di 370 illustrazioni!), Manzoni di fatto inaugura la prima graphic novel della Letteratura italiana: infatti non solo l’autore controlla molto attentamente, una per una, le magnifiche illustrazioni di Gonin, a cui dà delle indicazioni precisissime, ma fa in modo che le illustrazioni “rientrino” a loro volta nella pagina a cui si riferiscono: in alcuni casi, per farle rientrare graficamente nella pagina, Manzoni ha persino sacrificato qualche riga del suo testo!4 E’ vero che ci sono altri artisti che si sono cimentati, nel XIX e XX e XXI secolo, nel lavoro di illustrazione dei Promessi Sposi, ma indubbiamente l’immaginario collettivo collegato al volto dei personaggi manzoniani – quello di intere generazioni di studenti e di lettori, non necessariamente quello dei telespettatori o del pubblico delle trasposizioni cinematografiche dell’opera – si è in larga misura forgiato proprio a partire dalle illustrazioni di Gonin. Anche per questo motivo è stato scelto di utilizzare, nel video, proprio questo corredo iconografico.
Eleanor Roosevelt (…e Bob Dylan)
Nella parte introduttiva del video si fa cenno al ruolo fondamentale di Eleanor Roosevelt nella scrittura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948.5 La “maschera” con cui questo personaggio “recita” nel film è tratta da una foto giovanile della Roosevelt in cui ha circa 15 anni, cioè proprio l’età delle allieve della classe 2L che recitano nel video. Mentre tutti gli altri personaggi sono vestiti in nero (in modo che i corpi risultino pochissimo in contrasto con il fondale) il personaggio di Eleanor Roosevelt è vestito di bianco: il vestito è molto simile a quello della foto giovanile che si vede a inizio film (e fa invece parte della “collezione storica” di abiti creati – nel corso dei decenni – dalle allieve della Tornabuoni). La sua gestualità è la seguente: si colloca a proscenio (mentre i personaggi manzoniani delle varie scene rimangono immobili sullo sfondo) e di volta in volta fa cadere dei cartelli su cui sono scritti gli articoli della Dichiarazione dei Diritti Umani violati nei vari episodi dei Promessi Sposi. Questa gestualità di Eleanor è ispirata direttamente e intenzionalmente a un celebre video musicale di Bob Dylan del 1965 intitolato “Subterranean Homesick blues”. In quel video, Dylan, quasi immobile, fa cadere via via in terra dei cartelli su cui sono scritte le parole della canzone che si sente in sottofondo. Immagini delle parole scritte e cantate sono in perfetto sincrono6 NB: Nel video di Dylan a un certo punto si intravede il poeta Allen Ginsberg, uno dei più grandi poeti americani del Novecento (ma è questa è solo una curiosità letterario-cinefila).
Ma chi era Dylan nel 1965? Era ben lungi dall’essere Premio Nobel per la Letteratura (il premio gli verrà conferito nel 2016); era un giovane cantautore del Minnesota, un artista di 24 anni. Ma era anche uno dei principali difensori dei diritti civili negli Stati Uniti; ricordiamo per inciso che, due anni prima, nel 1963, Bob Dylan aveva cantato sul palco alla Marcia di Washington, lo stesso palco da cui cui Martin Luther King pronunciò il suo celeberrimo discorso “I have a dream”).7
E infine: “Gente di nessuno”, ma perché questo titolo?
Nel Cap. XI dei “Promessi Sposi” (in cui Don Rodrigo architetta il piano per il rapimento di Lucia) a un certo punto Don Rodrigo, parlando tra sé e sé dice: “In quanto ai sospetti me ne rido. Vorrei un po’ sapere chi sarà quel voglioso che venga quassù a veder se c’è o non c’è una ragazza… Venga, venga quel tanghero (cioè Renzo), che sarà ben ricevuto… Venga il frate, venga… La vecchia? Vada a Bergamo, la vecchia (cioè Agnese)! La giustizia? Poh la giustizia! … E a Milano? Chi si cura di costoro a Milano? Chi gli darebbe retta? Chi sa che ci siano? Son come gente perduta sulla terra; non hanno neanche un padrone: GENTE DI NESSUNO”.
Note
1 Si vedano a questo proposto le affermazioni, volutamente provocatorie e paradossali, di Umberto Eco, che auspicava che fosse “proibito” leggere I Promessi Sposi a Scuola. Cfr. https://www2.edu.lascuola.it/edizioni-digitali/IpromessiSposi/demo/approfondimenti/ps_tc_01/ps_tc_01.html
In un’intervista del 2008, anno nel quale ricevette il “Premio alla Carriera” conferitogli dal Premio Letterario Internazionale “Alessandro Manzoni – Città di Lecco”, Umberto Eco, intervistato da Michele Fazioli, parlò a lungo del suo rapporto con Manzoni: https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/umberto-eco-parla-di-alessandro-manzoni?urn=urn:rsi:video:4271369.
2 Il testo integrale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 è riportato nel sito di wikisource: UNGA,_10_dicembre_1948.
3 Una versione integrale online dell’edizione “quarantana” dei Promessi Sposi – corredata dalle illustrazioni di Francesco Gonin – è disponibile al sito: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840).
4 Il primo illustratore a cui Manzoni aveva pensato di rivolgersi non fu però Francesco Gonin, bensì il pittore Francesco Hayez, autore non solo del celeberrimo “Bacio”(1859), ma anche di uno dei ritratti più noti di Alessandro Manzoni (1841): https://www.arts.kuleuven.be/literatuurwetenschap/coronameron/la-peste/giuquellapis.
5 Per cenni biografici su Eleanor Roosevelt rimando al sito della Franklin D. Roosevelt Presidential Library and Museum: https://www.fdrlibrary.org/er-biographyRoosevelt
6 Il link al video musicale di Bob Dylan è il seguente: Bob Dylan – Subterranean Homesick Blues (Official HD Video) (youtube.com)
7 Il link al discorso di Martin Luther King è il seguente: https://www.youtube.com/watch?v=B8TB1CFd2kc (con sottotitoli in italiano).
