PREMESSA
“Parenti serpenti”? Sarà vero questo detto? Io penso che per lo meno una volta nella nostra vita l’avremo constatato o sospettato. E allora perché ricercarli tutti questi parenti, tornando indietro nel tempo fino a che possiamo e li rivediamo, per lo meno dall’800, in posa in quelle bellissime fotografie color seppia, tutti insieme, come se sempre in ogni famiglia regnasse la pace?

Penso che questo succeda perché i ricordi del passato appaiono sempre migliori di quelli reali presenti e di quelli del futuro incerto. In quelle foto antiche, ma anche in quelle più recenti c’è la volontà di apparire riuniti insieme superando vecchi rancori e dimenticando le vicende tristi: sono i miracoli delle fotografie. Avrò avuto all’incirca dieci, undici anni, in vacanza dalla scuola, quando con mio padre, con la jeep dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura guidata dall’autista (che mi faceva divertire sobbalzando sui dossi), percorrevamo le strade per andare da Cagliari a Muravera. Passavamo in genere attraverso S. Gregorio, Campu Omu e, andando a zig zag tra i tornanti lungo il fiume abbellito dagli oleandri multicolori, superato “S’Arcu e Tidu”, giungevamo all’orrido in mezzo alle montagne, incantevole e impressionante bolgia dantesca; procedendo oltre fino a S. Priamo, alla cui fondazione mio padre aveva partecipato, proseguendo poi per Muravera.
Arrivati in paese alle prime luci dell’alba, ci fermavamo dagli zii. Quando mio padre era libero dal lavoro, mi portava a salutare tutti i parenti con le relative famiglie. Ovviamente oltre che per la parentela e l’amicizia tutti erano accomunati dall’interesse proprio comune per l’agricoltura: la ricchezza di Muravera erano gli agrumeti. La sera, i molti cugini in primo grado di mio padre e di mia madre (la maggior parte imparentati tra di loro) e i loro figli si riunivano nell’ampio cortile della casa di un mio zio. D’estate, invece, i miei parenti costruivano delle capanne con le canne, davanti al magnifico mare di Torre Salinas, dove per lo meno una volta sono stato ospite, portandomi appresso un ricordo indelebile.
Quali le motivazioni per le nostre ricerche?
LE MOTIVAZIONI possono essere diverse (esemplifico sulla base della mia esperienza personale):
A) Muore un nostro parente e vogliamo sapere se abbiamo diritto a partecipare alla sua successione ereditaria.
B) Un altro motivo d’interesse sono le località di origine.
C) Altro motivo: la ricerca di parenti nobili, o particolarmente noti.
Zia Ersilia Pinna, figlia di Erminio Pinna (fratello del mio nonno Evaristo Pinna senior) e la cui nonna, Giuseppina Cucca, era sorella del mio bisnonno materno Ferdinando Cucca, era cugina in 2° grado del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.
D) Scoprire le professioni, il livello culturale e le condizioni economiche dei nostri antenati.
E) L’orientamento religioso dei nostri parenti.
F) La durata della vita dei nostri antenati e le malattie (particolarmente interessante perché certe malattie sono ereditarie).
G) C’è, però, una motivazione che è forse la più importante ed è insita nella nostra natura: è il desiderio irrefrenabile di conoscere le proprie radici.
Pensiamo ai Mormoni che, per soddisfare questo desiderio struggente degli emigrati hanno sviluppato un’organizzazione internazionale per ricostruire le genealogie, per lo meno da un certo periodo in poi. Pensiamo a chi è stato abbandonato dai genitori naturali ed eventualmente poi adottato e, arrivato a una età adulta desidera conoscere i genitori e i parenti naturali. Per tutti voglio citare il libro “Radici” di Alex Haley (Ed. Rizzoli 1974) con diverse successive edizioni e ispiratore di un bellissimo film. Riferisco dalla presentazione del libro: “Quando Alex Haley era bambino e viveva nel Tennessee, sua nonna gli raccontava spesso certe storie di famiglia, storie che, giù giù attraverso sette generazioni a partire dal nipotino, scendevano fino a un avo chiamato “l’Africano”. Quest’uomo, – diceva la nonna – che era vissuto, al di là dell’oceano, nella valle di un fiume che lui chiamava Kamby Bolongo, un giorno era andato nella foresta a tagliare un tronco per farsi un tamburo, quando era stato assalito da quattro uomini, picchiato, messo in catene e trascinato su una nave negriera che faceva rotta per l’America. Lo scrittore percorse quasi centomila chilometri per arrivare a scoprire la località da dove era partito il suo antenato, raccogliendo una documentazione che confermasse i ricordi della nonna. Anche i sardi e molti altri popoli hanno vissuto vicende analoghe.
Questa storia ci insegna che la base di partenza è rappresentata dai ricordi degli anziani. Questa può essere la base da tener presente per le altre ricerche, che ora vi elencherò, per poi illustrarle.
GLI STRUMENTI E I DIVERSI CAMPI DI RICERCA
1) I ricordi degli anziani
2) I libri sui Paesi e sulle famiglie degli antenati
3) I quadri e le fotografie
4) I cimiteri
5) Le carte geografiche e topografiche
6) I luoghi
7) I mercatini delle pulci e dell’antiquariato
8) I giornali
9) L’Archivio Diocesano e Parrocchiale
10) L’Archivio di Stato
11) L’Archivio Comunale
12) La Biblioteca Regionale
13) La Camera di Commercio
14) Gli archivi privati
STRUMENTO 1 – I RICORDI DEGLI ANZIANI
La prima ispiratrice della mia personale ricerca è stata mia madre, la quale si era sposata molto giovane e si era trasferita con mio padre dal suo paese di nascita, Muravera, a Cagliari.
Specie per noi sardi la memoria ha avuto sempre una grande importanza. Certo è che nei paesi si conservava il ricordo dell’origine più antica delle persone.
A Muravera e anche in casa, per esempio, si diceva che la mia bisnonna materna, Celestina Cocco Marcello, fosse di Tiana. Con le mie ricerche all’Archivio Arcivescovile di Cagliari, ho scoperto che in effetti era nata a Guasila, il padre era di Quartu SE – Sinnai, mentre la madre era di Selegas, la cui famiglia era arrivata a Selegas da Tiana al seguito di un sacerdote; la mia bisnonna discendeva da Ramon Marcello di Selegas.
STRUMENTO 2 – I LIBRI SUI PAESI E SULLE FAMIGLIE DEI NOSTRI ANTENATI
In diversi libri sull’Ogliastra, per esempio: di Angelino Usai, di mons. Flavio Cocco, di Albino Lepori e in quello di Don Angelo Manca sulla Madonna di Bonaria viene delineata la figura del Vescovo d’Ogliastra, Mons. Giuseppe Paderi, che fu Vescovo d’Ogliastra dal 1900 al 1906; era figlio di Giovanni Paderi, fratello del mio trisavolo Priamo Paderi senior.
Nel libro di Lucio Spiga e dell’avv. Ninni (Giovanni Francesco) Fara su Donna Francesca Sanna Sulis, ho trovato riferimenti e notizie sugli antenati comuni di mio padre e di mia madre, Donna Giuliana Sulis (cugina in 1° grado di Donna Francesca).
In un annuario ho trovato indicato come merciaio il mio bisnonno materno di Luras, Giovanni Maria Mossa Careddu. In un altro del Comune l’ho trovato indicato come consigliere comunale.
Nel libro di Tomaso Lixi: Notizie e considerazioni sull’Archivio Notarile dei Distretti riuniti di Cagliari e Lanusei (Tipografia G. Dessì Cagliari – Sassari, 1903, a pagg. 78, 79).
Ho trovato nell’ultima riga indicato col n. 25 il mio trisavolo paterno, PINNA Pietro Maria residente a Muravera, con indicazioni di molte sue attività.
In un libro di Paolo Pattarozzi su Villasalto (BSA 1997, a pag. 253 nella nota 205) viene ricordato tra i benemeriti della Battaglia del grano il Cav. Ernesto Pinna, (mio padre, che per errore viene indicato di San Vito, mentre era di Muravera).
Mons. Tonino Cabizzosu, ex Direttore dell’Archivio Arcivescovile di Cagliari, poi parroco di Ardara, in un libro su Evaristo Madeddu, fondatore a Mandas nel 1925 della Compagnia Evaristiana del Sacro Cuore, riporta la fitta corrispondenza del sant’uomo con una zia di mio padre, zia Severina Manca Sulis.
STRUMENTO 3 – I QUADRI E LE FOTOGRAFIE
QUADRI – Qualche anno fa è morto un mio carissimo cugino di secondo grado, l’ultimo col cognome Pinna che abitava a Muravera (avv. Lino Pinna Cucca); sia il nonno paterno (Enrico Pinna) che la nonna materna (Angelica Pinna) erano fratello e sorella del mio nonno paterno (Evaristo Pinna), il suo nonno materno (Efisio Luigi Cucca) era fratello del mio bisnonno materno (Ferdinando Cucca), per cui la mia parentela, pur con gli intrecci familiari era solo di sesto grado, ma lui aveva un cugino in primo grado, parente legale in quarto grado, che, in assenza di un testamento, ha ereditato tutto il patrimonio di Lino; però, conoscendo il rapporto di affettuosa amicizia che mi legava al defunto, mi ha chiesto di scegliere un bene del defunto ed io ho chiesto e ottenuto il ritratto settecentesco del Mons. Antonio Emiliano Celis (Selis) Cadello, fratello del mio antenato Salvatore Angelo Selis.


Un anno che siamo andati a Muravera per la festa degli agrumi, abbiamo pernottato all’Albergo Corallo, dove ho scoperto appeso al muro un grande tabellone dipinto rappresentante la Casa Pinna, dei miei bisnonni, Battista Pinna e Raffaella Piana.



FOTOGRAFIE – In una fotografia di scuola, mia suocera, Laura Murru Cossu, è vicina a una sorella più piccola di mia madre, zia Maria Mossa. Mia suocera mi confidò che erano compagne di banco e molto amiche.

Se, poi, dovessi parlare dei ritratti e soprattutto delle fotografie della famiglia materna di mia moglie dovrei impiegare molto tempo, perché il suo bisnonno, il chimico fotografo Agostino Lay Rodriguez, ha introdotto a Cagliari la fotografia a colori (la sua storia si trova già pubblicata in parte nel libro in due volumi di Oliviero Maccioni, “Cagliari tra cronache e immagini”).
STRUMENTO 4 – I CIMITERI
A Luras ho trovato la tomba dei miei bisnonni materni, costituita da una grande croce di ferro su una lastra di granito. Esiste ancora anche la loro casa costruita con blocchetti di granito.
Nella parte antica del Cimitero di Muravera, molte sono le tombe di miei parenti, essendo tre miei nonni di Muravera.
Nel Cimitero di Bonaria a Cagliari c’è la Cappella Manurritta, che divenne poi di mia suocera, Laura Murru che raccoglie le spoglie degli antenati e parenti di mia moglie.


Al centro della Cappella c’è la tomba del canonico, protonotaro apostolico Gioacchino Manurritta (nipote in primo grado del Vescovo d’Ogliastra Mons. Giorgio Manurritta), che visse anche a New Orleans dove si recò per impegnarsi a difesa dei siciliani dalla mafia.




STRUMENTO 5 – LE CARTE TOPOGRAFICHE
Un cugino in primo grado di mio padre, mi diceva sempre che esisteva nel territorio di Muravera unu “Cungiau Pinna” (terreno chiuso con muro o pietre di discreta dimensione) ed effettivamente ho trovato nella carta topografica scala 1:25000 F.549 Sezione II Muravera dell’Istituto Geografico Militare indicati immediatamente sopra l’abitato di Muravera is cungiaus Pinna, Cucca, Paderi e Congiu. Ci sono, poi, le carte topografiche dove sono indicati i terreni che sono stati di proprietà della mia famiglia. Il Regio Editto delle Chiudende è del 6 ottobre 1820.

STRUMENTO 6 – I LUOGHI
C’è a Muravera un portico al quale i muraveresi sono molto affezionati, che si chiama Portico Petretto, che collegava le case dei miei parenti Cucca.

STRUMENTO 7 – I MERCATINI
Sono una fonte inesauribile di sorprese per chi si ferma senza fretta a curiosare. Le cose più importanti che ho trovato sono dei fogli con le firme del mio bisnonno paterno, Battista Pinna, in qualità di segretario comunale di Muravera, nonché del mio trisavolo materno Giuseppino Cucca (esattore delle imposte) e di altri parenti.



Un espositore del Mercatino delle pulci di Piazza del Carmine aveva questi fogli scritti nel recto e nel verso e li faceva pagare in relazione alle marche che erano applicate su quei fogli (recuperati dal macero), ma io attribuivo agli stessi evidentemente un valore ben maggiore.
Un giorno ho trovato e acquistato una foto eseguita dal bisnonno di Giuseppina, Agostino Lay Rodriguez, con un ragazzino a cavallo di “Monkey boy” (una giovane scimmia con la posta), che era stato portato da parenti di Giuseppina da New Orleans e poi era finito nello studio fotografico del bisnonno e infatti figura in diverse sue foto. Oggi, Monkey boy e tavolino sono a casa nostra.


STRUMENTO 8 – I GIORNALI
Nei giornali quotidiani i necrologi sono particolarmente importanti per ricostruire la composizione delle famiglie, anche se oggi la ricerca risulta più difficile rispetto al passato, in quanto nessuno scrive più i cognomi, comparendo solo i nomi. (Ultimamente poi accade che non si mettano i necrologi sui giornali stampati, mentre stanno comparendo piuttosto su Facebook).
STRUMENTO 9 – L’ARCHIVIO DIOCESANO
È la fonte di notizie più importante. Ho conosciuto 3 direttori dell’Archivio Arcivescovile di Cagliari, avendo iniziato le mie ricerche col francescano Padre Vincenzo Cannas, le ho proseguite con Mons. Tonino Cabizzosu (di Illorai), poi parroco di Ardara, e infine con Don Ferdinando Loddo di San Nicolò Gerrei. Prima la ricerca a Cagliari veniva fatta direttamente sui quinque libri istituiti dal Concilio di Trento nel 1563 (battesimi, cresime, matrimoni, morti, delle anime, che sono molto interessanti – dove esistono – perché mettono in evidenza la composizione dei nuclei familiari), unica fonte per la ricerca dei dati relativi fino all’attribuzione ai Comuni degli atti dello stato civile nel Novembre 1865, con inizio dal 1866, mentre l’istituzione dell’Anagrafe nei Comuni si ebbe nel 1932. La data di battesimo potrebbe essere posticipata rispetto a quella della nascita, per cui i dati dei Comuni sono più precisi. Gli atti di matrimonio sono interessanti anche perché in genere sono indicati i genitori degli sposi e la provenienza. Negli atti di morte certe volte c’è la causa della morte e può esserci riferimento al testamento. (Spesso la ricerca si fa ormai con l’ausilio dei computer, e se il testo non risultasse chiaro si può richiedere in visione il cartaceo).
Le famiglie si spostavano, o per seguire i preti, o con i matrimoni, o per la professione.
Molte sono le scoperte fatte in Archivio. Per esempio, si sapeva che il mio trisavolo paterno, Pietro Maria Pinna Cambedda, era un notaio causidico che proveniva da Sarule. Io, con la combinata ricerca presso l’Archivio Arcivescovile e l’Archivio di Stato, ho scoperto che era venuto da ragazzino di 10 anni a Muravera al seguito di uno zio, fratello della madre, Pietro Maria Cambedda Pinna, che fu Vicario Parrocchiale a Muravera per circa 20 anni, fu il suo erede insieme a un’altra nipote (Rosalia Melis), divenne notaio causidico e fece parte dei maggiorenti del Paese, l’ho trovato padrino in 88 battesimi.
Ho scoperto anche che mia madre aveva ragione quando diceva che eravamo imparentati con Goffredo Mameli, perché mia nonna materna Giovannina Cucca discendeva da Antonio Francesco Cucca Monni di Ilbono coniugato con Dominica Mameli di Gayro, il cui padre, Juan Francisco Maria, era fratello del trisavolo di Goffredo Mameli, Juan Antiogo Maria.


STRUMENTO 10 – L’ARCHIVIO DI STATO
È l’altro grande archivio dove si possono trovare molte notizie, a condizione che si tratti di personaggi di un certo livello. Per il mio trisavolo Pietro Maria Pinna, di cui ho parlato prima, ho trovato diversi atti del Consiglio Comunitativo o Comunale (in Segreteria di Stato 2° Serie) con la sua elegante firma, quando insieme ad altri probi uomini sceglieva la terna del nuovo maggiore di giustizia. L’ho trovato anche come notaio causidico in un processo penale (cause criminali), dove sfila tutto il Paese. Basterebbe studiare il relativo fascicolo per avere uno spaccato del Paese in quel certo periodo, perché ogni teste non riferisce solo quello che ha visto, ma dichiara anche le generalità, la professione, il patrimonio. Sicuramente ognuno avrà giocato al ribasso per il proprio patrimonio, ma le testimonianze sono molto significative.
STRUMENTO 11 – LA BIBLIOTECA REGIONALE
Importante per i microfilm presenti e che la sua Direttrice mi ha fatto avere relativi ai miei antenati.
STRUMENTO 12 – L’ARCHIVIO COMUNALE
Molto importante per i dati successivi al 1865, ma difficilmente accessibili. Bisogna tener presente, però, che, per la privacy qui come in Archivio non si possono consultare i dati più recenti: penso che il limite sia di 70 anni.
STRUMENTO 13 – LE CAMERE DI COMMERCIO
Nella Fiera Campionaria di qualche anno fa, la Camera di Commercio, con la dottoressa Rita Longhitano, aveva esposto dei documenti in suo possesso, tra i quali ho trovato un curioso documento dal quale risulta che un antenato di mio padre, il notaio Raffaele Selis, aveva vinto il premio per il bue più grasso.

I due fratelli Raffaele Selis (antenato di mio padre) ed Emanuele Selis (antenato di mia madre), avevano molti interessi comuni, per gestire i quali avevano nominato un procuratore comune.
STRUMENTO 14 – GLI ARCHIVI PRIVATI
In un libro del marchese Don Vincenzo Amat sui segni tabellionari ho trovato il segno tabellionare dell’antenato dei Rodriguez di Cagliari e di Iglesias, Don Salvador Rodriguez di Benetutti.

Credo di avere, insieme a mia moglie, un archivio di notevole interesse. Posso citare, per esempio, un fascicoletto di mio padre che riguarda il Pio Legato di Francesca Sanna Sulis a Muravera. Mio padre risulta essere stato commissario prefettizio del Pio Legato. Nel fascicolo ho trovato una copia del Regolamento, nonché la prima composizione della Commissione, dove figurano ben tre miei antenati trisavoli.
STRUMENTO 15 – INTERNET
Un giorno andando a tentoni su internet sono capitato in un sito che presenta la Chiesa di Santa Maria di Norbello.
Questa chiesa è stata costruita tra la seconda metà del XII secolo e i primi decenni del XIII secolo. Se ne ha notizia nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado alla scheda n. 126, il cui contenuto è collocabile tra il 1164 e il 1171. In un’altra scheda, la n. 174, sono individuati i due committenti, Barusone Pinna e Dorgotorio Pinna, appartenenti con tutta probabilità a un ordine di Crociati. La Chiesa è romanica. Le croci entro mandorle presenti nella Chiesa, molto simili al sigillo del precettore templare dell’Aquitania (1251 – 1307), rimandano all’Ordine dei Templari.
Voglio concludere con il mio caro nonno paterno, Evaristo Pinna Senior, dal quale ho ereditato il nome.


Evaristo Pinna Senior era maestro elementare.

Dopo la morte di mia nonna, Delfina Paderi, venne a vivere con noi; amato e rispettato, fu valido sostegno della famiglia, meritandosi la stima di uomo giusto e generoso.

Nonno Pinna non impediva ai miei genitori di parlare tra di loro in sardo, ma pretendeva che con i figli parlassero in italiano. Ho scoperto, però, con sorpresa e vivo piacere che, pur essendo legato alla lingua italiana, per il cui uso corretto si batteva lottando contro i francesismi, non disdegnava le tradizioni famigliari, che nella lingua sarda trovavano la più sincera e simpatica espressione.
Frugando tra le carte di famiglia lasciatemi dai miei genitori, ho trovato un quaderno, uno di quei quaderni antichi con la copertina nera rugosa, sdrucita, con i fogli quasi tutti staccati dalla costola consunta.

L’ho aperto e ho cominciato a scorrere canzoni sarde, sonetti italiani, goccius, con stupore ho scoperto che proprio nonno Evaristo Pinna Piana li aveva trascritti e raccolti meticolosamente, non solo, ma alcuni erano stati scritti da componenti della famiglia e riferiti ad avvenimenti famigliari e, comunque, alla società muraverese, anche di molto tempo prima.

Dal basso verso l’alto, da sinistra verso destra.
Prima fila: 2° Dottor Giacobbe.
Seconda fila: 1° Tommaso Cucca, fratello di Ferdinando; 2° Erminio Pinna, fratello di Evaristo Pinna senior, padre di Ersilia Pinna cet. Coas (Firenze); 3° Evaristo Pinna senior, padre di Ernesto; 5° Anacleto Cucca; 7° Efisio Cucca; 8° Stefano Congiu.
Terza fila: 3° Ermenegildo Paderi, fratello di Delfina Paderi, padre di Efisio, Luigi e Maria; 4° Felice Cucca, marito di Eugenia Paderi, sorella di Delfina; 6° Silvio Cucca, fratello di Giovannina Cucca; 8° Sulis.
Quarta fila da sinistra: 1° Sulis; 5° Emanuele Sequi, cugino in primo grado di Ferdinando Cucca; 6° Enrico Pinna, fratello di Evaristo Pinna senior, padre di Flavio Pinna, nonno di Lino Pinna.

Dal basso verso l’alto, da sinistra verso destra.
Prima fila: 1° Artemisia Cucca; 2° Emanuelina Cucca, entrambe figlie di Emilia Pinna, sorella di Evaristo Pinna senior; 8° Elisa Cucca, sorella di Artemisia e Emanuelina; 9° Ernesto Pinna, figlio di Evaristo Pinna senior.
Seconda fila: 1° Angelica Pinna, sorella di Evaristo Pinna senior, moglie di Efisio Luigi Cucca, fratello di Ferdinando Cucca (nonno di Antonietta Mossa, figlia di Giacomo Mossa e di Giovannina Cucca); in braccio ha Adelina, moglie di Flavio Pinna (figlio di Enrico Pinna, fratello di Evaristo senior); 4° Verina Padre, sorella di Delfina; 5° Delfina Paderi, moglie di Evaristo Pinna senior; 6° Eugenia Paderi, sorella di Delfina, moglie di Felice Cucca, madre di Tigellio, Ottavio e Nino.
Terza fila: 2° Emilia Pinna, sorella di Evaristo Pinna senior, coniugata con Emanuele Cucca, (fratello di Ferdinando Cucca, nonno materno di Antonietta Mossa), madre di Elisa, Emanuelina e Artemisia.
Quarta fila: 1° Ester Garau, moglie di Erminio Pinna (fratello di Evaristo Pinna senior); 2° Clelia Pinna, madre di Augusto Congiu; 4° Marietta Onnis, moglie di Efisio Cucca, madre di Nice Cucca, moglie di Lino Falqui; 6° Elena Cucca (sorella di Giovannina) = Suor Giuseppina (suora di carità) da ultimo all’Ospedale Civile di Cagliari; Mariannina Cucca (cugina in primo grado di Giovannina).
CONSIDERAZIONE FINALE – Alla fine, però, mi dite che senso hanno tutti questi studi, dal momento che dobbiamo morire e tutto quello che abbiamo resterà su questa terra? Io voglio sperare che i nostri antenati che noi costringiamo a tornare su questa terra a parlarci delle loro azioni, ci accontentino e quelli più buoni, i santi, ci aiutino a entrare da quella porta stretta, da dove solo quelli che si sono fatti più piccoli possono entrare, per farci abbagliare dalla generosità di Dio misericordioso. Tra tanti antenati e parenti (alcuni forse serpenti) non ce ne sarà per lo meno uno santo?
BIBLIOGRAFIA
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– Alex Aley – “Radici” – Ed. Rizzoli 1974.
– Il ritrovo dei sardi – Anno XIII – Numero 201 – Febbraio 2018 – Su internet: ilritrovodeisardi/xoom.it
– Notiziario diocesano dell’Arcidiocesi di Cagliari N. 2 – Anno XXIX – Maggio-Agosto 2020 pagg. 501 – 507.
– Paolo Fadda – “Avanguardisti della modernità” – Sanderson Graig Editore in Cagliari – Pag. 284.
– Giancarlo Sorgia e Giovanni Todde – “Cagliari sei secoli di amministrazione cittadina” – Lions Cagliari 1981 – Pag. 217.
– Albino Lepori – Selegas.
– Lucio Spiga e Ninni (Giovanni Francesco) Fara – Donna Francesca Sanna Sulis – Pagg. 192 – 200.
– Tomaso Lixi – Notizie e considerazioni sull’Archivio Notarile dei Distretti riuniti di Cagliari e Lanusei. Tipografia G. Dessì – Cagliari – Sassari – 1903 – Pag. 78, 79.
– Cesare Perra – Storia di Sinnai dalle origini al 1960. Su fermentu, maggio 2005 – Pag. 155.
– Il ritrovo dei sardi – Anno X – N. 161 – Giugno (2) 2015 – “Storiche famiglie – I Cadello di Tortolì”.
– Il Notiziario Diocesano dell’Arcidiocesi di Cagliari – Anno XXXI N. 2 – Maggio – Agosto 2022 – Pagg. 581 – 593. “I Cadello da Puigcerdà (in Cerdaña – Catalogna) a Tortolì (in Sardegna) al seguito dei Carroz. Il quadro del Mons. Antonio Emiliano Celis /Selis) Cadello (senza foto).
– Accademia Aliprandi Rodriguez di Firenze – Su rivista online SpeciaLinguaggi : “I Cadello da Puigcerdà a Tortolì al seguito dei Carrόç” (con foto).
– Canonico Giovanni Serra – “Il Capitolo Metropolitano di Cagliari – sua nascita – suo corso storico” – Ettore Gasperini Editore 3 novembre 1999 – Pag. 198 – Copia 65/200.
– Oliviero Maccioni – “Cagliari tra cronache e immagini” – Ed. 3t.
– Istituto Comprensorio “Dante Alighieri” di Muravera: “Muravera … tra ieri e domani” – Grafica del Parteolla, 2003 – Pag. 30.
– Albino Lepori – Scorrendo la Sardegna – Pag. 35.
– Albino Lepori – L’eroico miliziano – Pag. 89.
– Mio articolo su L’Ogliastra del giugno 2013.
– “New Sarrabus” – Giornale online del Sud Est Sardegna – Marzo 2022 – Articolo: storia, gli esami alle elementari di Villaputzu nel 1909.
– Libro del marchese Don Vincenzo Amat sui segni tabellionari.
– Libro su Tiana.
– Vanni Loriga – Articolo: I Lurisinghi quando viaggiavano per mare.
– Libro sui Cabras del medico dottor Antonio Cabras.
