La Tipografia Rossi di Piombino valorizzando il suo archivio tra pittura, cultura e territorio si trasforma ad ogni evento organizzato, creando iniziative in collaborazione di associazioni locali ed enti che sono diventate un esempio semplice, ma virtuoso di rete tra associazioni ed enti locali attraverso idee culturali semplici e di volontariato, ma che, per la loro valenza, abbracciano principi democratici e divulgativi simili a quelli della più affermata e conosciuta Public History.


1. Come una fiaba: la scoperta, il riordino e la presentazione dell’archivio

La tipografia Rossi, fondata nel 1926 è sempre stata a Piombino, in via Roma, e vanta un’esperienza tramandata di padre in figlio, ma ciò che più conta è che conserva ancora oggi gran parte dei macchinari originari. Entrando nella grande sala si avverte un forte odore di inchiostro e di solventi, ci si trova di fronte a vetrine pensili con depliant colorati attaccati ai vetri, che lasciano intravedere la presenza di vecchi libri e dall’altra parte mobili lignei con cassetti e lunghe scaffalature fino al soffitto piene di riviste, libri, cartelle d’archivio, scatole, libri vecchi e nuovi.

Era l’anno 2013 ed Elena Rossi raccontava la storia della tipografia e dell’evoluzione dei macchinari e dei caratteri mobili, mostrando le fasi della composizione dei caratteri sul banco dove erano esposti libri vecchi e di diverso formato ma ancora in uso, ne prese uno e disse: “Qui… c’è l’ABC della stampa, io ho studiato qui e anche mio padre Renato ha studiato qui” poi passò alla descrizione dei caratteri in legno, alle matrici, ai cliché, ai bozzetti che prefigurano il definitivo lavoro a stampa. Sull’altro lato del banco, era esposta una produzione grafica degli anni ’60 relativa a volantini, dépliant di aziende locali, una grafica pubblicitaria relativa a spettacoli, concerti, eventi sportivi presso palestre, circoli e associazioni culturali del territorio, serate danzanti, di complessi musicali e sfilate di moda nelle strutture locali. Trattandosi di documenti storici secondo la normativa archivistica, con una produzione grafica significativa per la ricostruzione dell’attività produttiva del territorio, tutto faceva pensare a un archivio d’impresa, quale “strumento operativo per l’imprenditore e memoria dell’azienda”[1] forse poteva essere un archivio tipografico. Su uno scaffale, un po’ nascosta si intravedeva una vecchia cartella di archivio intitolata “macchine tipografiche”: conteneva dei fascicoli con istruzioni e corrispondenza che riguardava l’acquisto di macchinari. “Il fascicolo è costituito dai documenti relativi ad una determinata pratica, collocati, all’interno di una camicia (o copertina), in ordine cronologico”[2] e conteneva tutti i documenti relativi ai macchinari. Elena aprì una scatola, che conteneva dei documenti sciolti e delle cartelle; l’attenzione cadde su una busta “contenitore, realizzato con cartone rigido, composto da due piatti e da una costola avente dimensioni diversificate”[3] in cartoncino rigido celeste che recava la scritta “Renè Rossi”: era la cartella personale del titolare della tipografia con documenti privati, pagelle, certificato di matrimonio: “l’archivio di un piccolo negoziante o un artigiano, dove il confine tra la persona e l’attività d’impresa praticamente non esiste”.[4] Alla domanda su quanti altri documenti c’erano, Elena rispose: “due scatole ed un baule”. Per farla breve l’archivio della tipografia Rossi è composto da carteggi e documenti degli anni ’30 agli anni ’80 del XX secolo, da macchinari, strumenti, caratteri e da un’ampia produzione di grafica pubblicitaria. È proprio la produzione di marchi, immagini, etichette, brochures, dépliant, manifesti, cartoline, grafica d’occasione a rappresentare l’archivio prodotto. “L’archivio del prodotto è il sedimento delle attività della concreta realizzazione di beni e servizi e della contestuale progettazione, lavorazione e vendita”.[5]

La storia della tipografia è emersa dalle sue carte e l’archivio che ha permesso di raccontarla è stato riordinato nell’anno 2013 – 2014 e presentato il 4 ottobre 2014 durante una delle importanti visite organizzate, nell’ambito di Archimeetings, dall’Associazione nazionale Archivisti ANAI Sezione Toscana.[6]

2. La storia della tipografia

La storia della Tipografia Rossi inizia con Raffaello Rossi, che insieme alla moglie Maria nel 1926 si trasferisce a Piombino, per aprire una tipografia e far lavorare i suoi tre figli Furio, Francesco e Luigi. In via Roma i fratelli lavoravano aiutati dalla famiglia e da diversi operai. La tipografia si trovava, e si trova tutt’ora, dietro alla stazione ferroviaria della città “zona nera” ad alto rischio bombardamento così in tempo di guerra ebbero il permesso di lavorare solo due fratelli, Francesco e Luigi; tutti gli altri dovettero abbandonare la propria casa e quel lavoro. La famiglia sfollata si trasferì a Montieri città natale della trisnonna di Francesca, Amabile Vallesi, nonna materna di Renato Rossi. Il padre di Renato, Francesco, muore nel 1945 ed Elsa, sua madre si sposa in seconde nozze nel 1946 con Mario Poggiarelli, chiamato da Elena “nonno Mario”, che si dedica alla rilegatura e consegna dei lavori. Renato, rimasto orfano di padre a quasi 11 anni, fu preso sotto l’ala del fiorentino Armando Bicci, che lavorava da anni in tipografia e ne era divenuto il pilastro. Renato, finite le scuole dell’obbligo divenne tipografo e anche sua moglie Giovanna lavorò sempre con lui, finché Elena imparò il mestiere. Adesso è Francesca a gestire la tipografia.

3. Anniversario, progetti culturali e scolastici per il territorio

Per festeggiare il 90° anniversario della sua fondazione, il 13 ottobre 2016 la Tipografia Rossi, con l’A.N.A.I. Toscana ha organizzato un incontro dal titolo “L’evoluzione della scrittura e della stampa”, in cui si è parlato di scrittura e di stampa con il patrocinio della C.C.I.A.A. (Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno) della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) della CO.M.P.U.[7] e del Comune di Piombino. Nel laboratorio della Tipografia Rossi, si è svolta una mostra con esposizione della produzione d’archivio, delle macchine tipografiche e la collezione di macchine da scrivere.[8] Sono stati svolti anche alcuni progetti con le scuole. L’archivio della tipografia Rossi è stato presentato nell’anno 2017/2018 agli studenti del Liceo Enrico Fermi di Cecina (LI) attraverso alcune lezioni di Archivistica durante un progetto per l’ex alternanza Scuola Lavoro dal titolo “Biblioteca fonte di cultura e archivi”[9] e nell’anno 2021 ha partecipato ad un nuovo corso per i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento,[10] svoltosi online e rivolto a studenti del triennio dello stesso liceo dal titolo “Archivi tra industria e moda”.

4. L’evoluzione del contatto tra la tipografia e il territorio: gli eventi multimodali

Portando avanti l’idea di valorizzare la storica tipografia, nel 2024 nasce il progetto “La Scrittura e l’Arte”, che si concretizza in una mostra di pittura proprio all’interno del laboratorio tipografico, nel weekend del 4 e 5 maggio scorsi, con il patrocinio del comune di Piombino, la collaborazione dei Pittori per Caso del Circolo Magona di Piombino ed i Pittori dell’associazione culturale Onlus Compagnia della Stella di Piombino, presieduta da Gloria Larini, nonché con il patrocinio di ANAI Toscana e con la partecipazione della COMPU di cui Francesca è consigliera.

La mostra di pittura, prendendo spunto proprio dall’archivio della tipografia, ha supportato tematiche legate all’arte tipografica, alla storia della stampa e della scrittura in genere, ma anche i racconti legati alla famiglia Rossi e all’impresa nella sua storia locale sul territorio. Infine per un altro evento culturale di pittura e fotografia svoltosi il 12 e 13 ottobre 2024, i fotografi dell’Associazione Compagnia della Stella Onlus hanno fotografato le auto storiche del Club Amico di Venturina Terme (LI), che si sono radunate in piazza Cittadella davanti al Museo archeologico del Territorio di Populonia a Piombino (LI), gestito dalla Parchi Val di Cornia Spa. Gli scatti hanno costituito la fonte d’ispirazione per i pittori stessi nella realizzazione di quadri, che sono stati esposti nel percorso museale mentre il laboratorio della Tipografia Rossi è stato allestito appositamente con documenti di auto d’epoca dagli anni ’50 agli anni ’70 per creare, anche in questa occasione culturale, una sinergia virtuosa tra arte, storia tipografica e archivio della tipografia Rossi.

5. Conclusioni

É grazie al suo prezioso archivio che la tipografia si trasforma ad ogni evento organizzato, a seconda del tema scelto. Questi ultimi eventi multimodali e poliartistici gratuiti e aperti alla cittadinanza e a chi ama la scrittura e l’arte, come si è evidenziato, sono iniziati di recente, nel 2024, facendo seguito alle iniziative precedenti, che erano state più circoscritte all’archivio della tipografia e alla storia della tipografia stessa, ma ora se ne prevede una continuazione all’interno della programmazione annuale dell’associazione “Compagnia della Stella” onlus di Piombino. Infatti le iniziative nel tempo si sono arricchite della collaborazione di associazioni locali e non[11] e sono diventate un esempio semplice, ma virtuoso di rete tra associazioni ed enti locali attraverso idee culturali semplici e di volontariato, ma che, per la loro valenza, abbracciano principi democratici e divulgativi simili a quelli della più affermata e conosciuta Public History.[12]


[1]  Navarrini Roberto, Gli archivi privati, Lucca, Civita Editoriale, 2005, p.83.

[2]  Carucci Paola, Le fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, Roma, Carocci Editore, 2015, p. 209.

[3]  Romiti Antonio, Archivistica Tecnica primi elementi, Lucca, Civita Editoriale, 2004, p. 99.

[4]  Bonfiglio Dosio Giorgetta, Lussana Carolina, Nardi Lucia (a cura di), Archivi d’impresa. Archivisti, storici, heritage manager di fronte al cambiamento, Roma, Edizioni ANAI, 2020, pp. 28 – 29.

[5]  Baglioni Roberto, Del Giudice Fabio (a cura di), L’impresa dell’archivio: organizzazione, gestione e conservazione dell’archivio d’impresa, Firenze, Polistampa, 2012, cit. p. 70.

[6]  Lo studio dell’archivio della Tipografia Rossi di Piombino è stato effettuato da Serena Niccolai, individuando la consistenza del materiale e, successivamente, facendo il riordino dei documenti.

[7]  Associazione Italiana Collezionisti Macchine per Ufficio.

[8]  Tutte le iniziative in Tipografia ricordate in questo contributo sono state completamente gratuite per i visitatori e frutto delle attività di volontariato culturale promosso dall’Associazione onlus “Compagnia della Stella” sede di Piombino, per diffondere la conoscenza del territorio e la sua storia anche ai non addetti ai lavori.

[9]  Il progetto ha compreso anche una visita guidata in Tipografia ed è stato coordinato dalla prof.ssa Gloria Larini, referente P.C.T.O., e tenuto dalla dott.ssa Serena Niccolai, archivista.

[10]  La tipologia di realizzazione con lezioni e spiegazioni din diretta, ma oline, è stata scelta per le restrizioni che l’epidemia di Covid 19 aveva causato anche in quei mesi.

[11]  Ricordiamo l’Associazione Microcosmo, con il suo Presidente Gianpiero Vaccaro, e degli enti già menzionati come C.C.I.A.A. (Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno), CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), CO.M.P.U. (Associazione Italiana Collezionisti Macchine per Ufficio d’Epoca), il Comune di Piombino e la Parchi Val di Cornia, che da sempre sostengono l’integrazione tra storia e territorio.

[12]  Quest’ultima non è certamente nuova anche ai legami con l’archivistica, anche se la novità di questo approccio è sicuramente la multimodalità e la commistione di interessi e passioni culturali che partono dal basso, dal territorio, dalle sue risorse e dalle persone che vi abitano.

La Tipografia Rossi di Piombino: valorizzare un archivio tra pittura, cultura e territorio – di Francesca Carducci e Serena Niccolai

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Un pensiero riguardo “La Tipografia Rossi di Piombino: valorizzare un archivio tra pittura, cultura e territorio – di Francesca Carducci e Serena Niccolai”

  1. Questo articolo mi ha fatto rivivere il mio primo percorso professionale (dai 15 ai 18 anni), quale apprendista presso la Società svizzera dei padroni tipografi, grazie al quale, dopo tre anni, conseguii il diploma federale d’impiegata di commercio (lavoro e scuola contemporaneamente…). Sempre in questo ramo tipografico più tardi lavorai presso un’agenzia pubblicitaria ed in seguito presso una tipografia, entrambe di Bellinzona. Le fotografie della tipografia Rossi mi hanno riportato col pensiero all’invenzione della stampa con i caratteri mobili, alla rotativa, alla Linotype, al reparto di legatoria… Sono ricordi che, seppure a molti anni di distanza, non scorderò mai. Complimenti per l’articolo ed auguri per ulteriori, interessanti eventi. Daniela Bianchi

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