La pace. Questo sogno dell’umanità.

Declinato in tantissime forme dalle tregue olimpiche in Grecia alla pax augustea ai moderni peace keeping e peace forcing, ai recenti quasi 80 anni di pace in Europa, questo desiderio continua a mostrarsi irraggiungibile nella sua piena verità e su scala globale e duratura. I periodi di pace sono forse per questo memorabili.

Oggi ci appare miracolosa la possibilità di durata di una simile condizione di pace anche in aree geografiche circoscritte. E questo scetticismo sembra voler predisporre e inclinare verso un disimpegno più o meno consapevole e rassegnato, fino a considerare utopica l’idea stessa della pace.

Le angolature sotto cui la pace, e la sua negazione, sono considerate in questo numero della Rivista da Lilli Barberi, Federica Schiavon, Luigi Di Marco e Giuseppe Bellandi, Paola Gagni, Davide Barbera, Asia Franco Catalano, Leonardo Cavalcoli (senza alcuna pretesa di rappresentare un quadro esaustivo) ci danno il senso di questo assillo e flagello che attraversa l’umanità di ogni epoca. Tanto da poter essere emblematicamente figura stessa dell’essere umano nella sua ambivalenza, nel suo conflitto interiore tra aspirazione alla pace e costante cedimento alla guerra ed ai suoi presupposti, che tuttavia appaiono oggi più che mai difficilmente giustificabili e confessabili.

La pace. Da sempre l’uomo parla di pace, aspira alla pace, desidera la pace. Fin qui rimasta per lo più un intervallo tra guerre. E spesso una pace vincolata, mutilata da ricatti pressioni imposizioni, o violata da chi dice di temere per la propria pace.

Eppure si sono affacciati e sperimentati pensieri e periodi che fanno assaporare la pace, che promettono la possibilità di estenderla a tutti e ovunque, e di svilupparla ancora.

Alla base c’è la pace che ciascuno può desiderare, e l’impegno che ciascuno è chiamato a dare. Questo numero di SPECIALinguaggi, in questa sua sezione dedicata alla pace, raccoglie i contributi profondi e variegati di diversi autori che ci aiutano a guardare alla pace. Necessarie certamente le regole, le condivisioni, le scelte coraggiose e lungimiranti delle istituzioni, non ultime quelle educative. Resta imprescindibile la dimensione e il contributo personale di ciascun uomo, ispirato e fondato sul sentimento del comune destino e sulla consapevolezza di voler fare i conti con le pulsioni spesso contrastanti che ci animano.


Sezione generale della rivista.

Valeria Russo ci mostra come i diritti degli animali sono individuati e definiti dall’uomo.

Sembra evidente che la presenza di un’umanità ricca di diritti rende più solido e più ampio anche il riconoscimento e la difesa dei diritti degli animali. Una relazione solidale e attenta come quella che l’articolo suggerisce è nel segno di una ricerca di orizzonti sempre più sensibili, ecologici, capaci di tutelare biodiversità e benessere comune.

Davide Balasso riflette sui linguaggi sorti nell’era digitale contemporanea. E sottolinea con efficacia, ricorrendo ad un altro linguaggio, quello antico dei miti, la necessità ineludibile che abbiamo di maturare il prima possibile e nella misura più ampia possibile, consapevolezza profonda della natura degli strumenti, tecnologie, e linguaggi (non solo digitali) che affollano la nostra vita e rischiano di condizionarla anziché servirla.

Pierluigi Montalbano ci parla di un universo antico, quello dei reperti archeologici delle sculture di Mont’e Prama, che si rivela sempre il nostro.

E poi ancora: Fiorella Soldà (con la fiaba di Baba Yaga), Nora Racugno (esplorando il linguaggio dei proverbi: “fatti, non parole”), Giordano Giannini (con due interventi rispettivamente su un’opera cinematografica e su una letteraria), Valeria Russo (con un ulteriore contributo sull’opera lirica pucciniana Madama Butterfly) ed Evaristo Pinna (vie della ricerca genealogica) completano (con la sezione Rubriche) questo numero di SPECIALinguaggi.

Editoriale (n. 17 – Dicembre 2025). La pace. – di Carlo Rodriguez

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