Sommario: Qualche parola per aumentare le possibilità di interpretazione del linguaggio dei fatti

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Il titolo di questo scritto prende lo spunto da ciò che avviene molto spesso quando ci si siede in un ristorante: appena sistemati ci viene offerto un poco di spumante dry, molto spesso definito “prosecchino”, e poi, per ingannare l’attesa dopo l’ordine, l’assaggio di uno stuzzichino destinato a incrementare il nostro appetito.

Nel nostro caso, però, abbiamo solo cibo per la mente e questo stuzzichino di qualche riga ha il solo scopo di far cadere la nostra attenzione su argomenti d’attualità, favorendo le riflessioni personali di chi legge.

Ebbene, ecco due stuzzichini su quanto è avvenuto negli scorsi mesi per ridurre le possibili conseguenze della pandemia Covid e limitarne le possibilità di diffusione anche se, proprio in questi giorni, la temuta seconda ondata ci sa portando indietro al periodo del “lock down”.

Il primo

Lo scorso 16 maggio il Governo ha finalmente raggiunto un Accordo con le Regioni sulle linee guida per la riapertura delle attività rientranti nella categoria di somministrazione alimenti e bevande (bar, ristoranti, self-service, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, pub, rosticcerie, ecc.).

Pur sorvolando sulle disposizioni relative alla rilevazione della temperatura corporea tramite “termoscanner” e la fornitura di prodotti igienizzanti a clienti e personale posizionati in più punti del locale, nel DCPM del 17/05/2020 è espressamente prevista la predisposizione di una specifica scheda tecnica per raccogliere i nominativi dei propri clienti e conservarli per 14 giorni dal momento della compilazione al fine di accelerare la mappatura dei contatti in caso di acclarato contagio.

Ebbene, se dopo quella data avete mangiato fuori casa quante volte vi è capitato di dover compilare la scheda informativa per la raccolta dati?

Secondo la norma di cui sopra, pare vada sempre fatta compilare e firmare alla persona che ha prenotato, o è il punto di riferimento del tavolo, inserendo tassativamente nella tabella predisposta nome, cognome e recapito telefonico del “capo gruppo” oltre a nome e cognome di tutti gli altri commensali.

Nelle linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome dell’11 giugno scorso, però, non si fa menzione del modulo e della sua compilazione ma al cosiddetto “uomo della strada” che va al ristorante non è giunta notizia da giornali, telegiornali ecc. che l’obbligo sia stato cancellato.

In particolare a me, nonostante in questi ultimi mesi sia andato numerose volte al ristorante per motivi di lavoro o per diletto in Lombardia e località di diverse regioni del nord Italia, la richiesta di compilare il modulo è stata fatta solo due volte dopo l’11 giugno: una in luglio e l’altra in agosto.

Che dire?

Inosservanza generalizzata delle disposizioni, rimozione freudiana o cancellazione della norma non comunicata?

Il secondo

Verso la metà agosto, sono iniziati i rientri delle persone che sono state per vacanza all’estero, anche da paesi in cui è stata verificata una ripresa del contagio. 

Per questo motivo, come è noto a tutti, è stato imposto l’obbligo di tampone per chi rientra in Italia da Croazia, Grecia, Spagna o Malta, come previsto dall’ordinanza del ministero della Salute.

Ma, in pratica, cosa è successo?

Molte persone non ne sapevano nulla, molte ne avevano trovato notizia attraverso i propri telefoni cellulari ma anche queste ultime, una volta arrivate in Italia, non hanno trovato né alcuna struttura dedicata negli  aeroporti né, soprattutto, informazioni dettagliate su cosa fare.

In Lombardia la Regione sta lavorando in contatto con il Ministero della Salute e la Sea, gestore degli aeroporti milanesi, ha offerto la propria disponibilità per individuare gli spazi adatti per allestire negli aeroporti delle postazioni per l’esecuzione dei tamponi per coloro che rientrano da Grecia, Spagna, Croazia e Malta in prossimità degli scali di Linate, Malpensa e Orio al Serio.

Pur se è vero che i tempi per organizzarsi sono stati strettissimi e coincidenti con il periodo feriale, si stima che ci siano circa cinquemila persone al giorno che sono rientrate in quel periodo, tra Malpensa, Orio al Serio e Linate e si è verificato che ci sono voluti diversi giorni, forse quasi una settimana, prima che i tamponi potessero essere effettuati direttamente in aeroporto e la gestione del problema fosse potuta andare a regime.

In più, pare che non ci fosse disponibilità di tamponi che davano l’esito in mezz’ora ma si dovevano utilizzare quelli che forniscono l‘esito in due giorni.

Intanto, chi è rientrato è stato formalmente impegnato ad effettuare il tampone nelle strutture sanitarie disponibili nelle località di domicilio o residenza entro due giorni dal rientro per cui, se la matematica non è un’opinione, due giorni più due … fa quattro giorni prima di sapere se si è infetti.

Un piccolo particolare che forse sfugge: fino al momento in cui non hanno conosciuto l’esito del tampone (anche 4 giorni dal rientro) le persone avrebbero dovuto osservare l’isolamento domiciliare e … come avrà fatto chi doveva tornare al lavoro subito dopo il rientro dalla vacanza?

Probabilmente si spera che la maggioranza sia riuscita a rispettare l’isolamento ma sarà stato possibile controllare che tutti abbiano veramente fatto il tampone, e poi atteso l’esito, prima di rientrare nella vita normale?

Visti i comportamenti irresponsabili dei vacanzieri più giovani, e non solo, che hanno costretto addirittura a richiudere le discoteche e ritornare indietro sulle norme per l’accesso ad esercizi e locali pubblici … qualche dubbio rimane.

Non solo, anche dopo il rientro dal periodo delle vacanze nelle grandi città si è assistito al “liberi tutti” con ripresa praticamente incontrollata delle attività di lavoro, di svago e della cosiddetta “movida” pomeridiana e serale.

Dopo gli stuzzichini

Come in tutti i ristoranti, dopo gli stuzzichini arriva il piatto principale che, nel nostro caso, è quello che stiamo vivendo oggi: la ripresa della pandemia con un vigore forse anche superiore a quello previsto mesi fa dai cosiddetti “pessimisti”.

E, come spesso accade, anche se il cuoco tiene segreta la ricetta gli ingredienti si scoprono senza troppe difficoltà!

Stuzzichini per la mente – di Eugenio Casucci

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