“Opera naturale è ch’uom favella;
ma così o così, natura lascia
poi fare a voi secondo che v’abbella”.
Dal XXVI, canto vv.130-132 del Paradiso di Dante

Parafrasi: “È un fatto naturale che l’uomo parli; ma che lo faccia in un modo o in un altro, la natura permette poi che voi facciate come più vi piace”.

In questi versi Dante affronta la questione della lingua usata da Adamo. L’interesse di Dante alla storia della lingua è molto noto, e si riflette soprattutto nell’importante trattato del De vulgari Eloquentia. La questione della lingua è un tema importante per Dante, che crede nel linguaggio come strumento fondamentale di espressione umana. E in questo XXVI canto del paradiso lancia un messaggio preciso ed estremamente significativo: ogni linguaggio è sottoposto alle leggi naturali della trasformazione.

Così come la lingua, anche la traduzione è un’operazione molto antica. Comunemente, la traduzione è conosciuta come uno strumento che permette la comunicazione tra lingue e culture diverse. Tuttavia, il linguaggio si è evoluto nel tempo ed è proprio per questo che la traduzione non è solo un mezzo di comunicazione, ma essa stessa una finestra attraverso la quale osservare le dinamiche del cambiamento delle lingue e più in generale del linguaggio.

La traduzione diamesica

Negli ultimi decenni, grazie alla convergenza di circostanze socioculturali e al rapido sviluppo tecnologico, si è reso necessario il consolidamento della traduzione audiovisiva, che viene considerata oggi uno degli ambiti più dinamici della traduzione. Come afferma Gambier, la traduzione audiovisiva non implica solo l’utilizzo e/o la fruizione dell’elemento verbale, ma anche di altri sistemi semiotici. Infatti, in fase di trasposizione è necessario tener conto della relazione tra immagini, suoni e parole; della relazione tra lingua di partenza e lingua di arrivo; e infine, della relazione tra il codice orale ed il codice scritto. Qui si collocano le riflessioni sulla traduzione diamesica. La traduzione diamesica non è una vera e propria forma di traduzione audiovisiva, ma è una forma di traduzione che ha sovrapposizioni con quella audiovisiva.

La traduzione diamesica (TD) è strettamente legata al concetto di variazione diamesica e può essere associata alla modalità di traduzione intralinguistica, un metodo di trasposizione linguistica dal parlato allo scritto, con l’utilizzo di sinonimi nella stessa lingua. Se ci si sofferma sulla definizione di diamesia, e di conseguenza sulla TD, non si può pensare ad altro se non alla trasposizione da scritto a parlato all’interno della stessa lingua. Teoricamente, infatti, se si parla di variazione non si possono prendere in esame due lingue diverse perché non si tratterebbe più di una semplice variazione, ma di una vera e propria traduzione. Ciononostante, non bisogna avere una visione ristretta della traduzione, in questo caso specifico della traduzione diamesica, perché al contrario di quel che si pensa, i processi che caratterizzano questa disciplina non sono solo intralinguistici, ma oltrepassano questo confine raggiungendo anche l’aspetto interlinguistico.

Tipologie di traduzione diamesica

L’ambito della traduzione diamesica non si limita solo alla traduzione audiovisiva, ma abbraccia altre forme di TD: resocontazione parlamentare, sottotitolazione interlinguistica e intralinguistica, trascrizioni di chiamate telefoniche, processi verbali, resocontazioni di conferenze. A questa lista, vanno aggiunte anche forme di traduzione dallo scritto all’orale quali la sottotitolazione audio, la sintesi vocale, gli audiolibri, ecc. Troviamo anche forme meno diffuse come il commento libero, la narrazione e l’audiodescrizione le quali non sono caratterizzate dalla forma scritta, ma devono essere considerate ugualmente come modalità di traduzione semiologiche della traduzione diamesica. Il processo traduttivo permette di aggiungere anche altre categorie importanti e di recente studio, per esempio tipologie di traduzione diamesica che possono essere prodotte in diretta o registrate da un operatore o da un programma automatico di riconoscimento vocale. Si parla, quindi, di sottotitolazione in diretta, sopratitolazione in semi-diretta, trascrizione automatica, ecc.

In traduttologia, in particolare per quanto riguarda gli studi nel campo audiovisivo,  la traduzione intralinguistica si pone in maniera crescente come oggetto di studio e di ricerca in discipline come la sottotitolazione per sordi e ipoudenti, la sopratitolazione, la sottotitolazione in tempo reale, ecc. Oltre a questi ambiti, si stanno cominciando ad approfondire anche discipline come le resocontazioni, i processi verbali, le trascrizioni di qualsiasi genere. La traduzione è considerata come qualsiasi processo nel quale una combinazione di segni, caratterizzata da un’intenzione comunicativa, viene sostituita da un’altra combinazione che riflette il testo di partenza. Infatti, quando si parla di traduzione diamesica bisogna includere non solo la fonetica, la sintassi e la pragmatica, ma anche le componenti paraverbali e non verbali. Per questo motivo, la traduzione diamesica può essere definita come un processo nel quale una combinazione di segni verbali, paraverbali e non verbali (uditivi o visivi) della lingua parlata, avente un’intenzione comunicativa, viene sostituita da una combinazione scritta che riflette il testo di partenza.

Metodologia e tecniche della traduzione diamesica

Secondo Gambier, il passaggio dal testo di partenza al testo di arrivo implica la sfera cognitiva e la sfera psicologica, poiché necessarie ad individuare un problema, a trascriverlo e a trovare la soluzione. A questo proposito, il traduttore deve ricorrere a tattiche e strategie ben precise e, nel caso specifico della traduzione diamesica, la scelta di adottare una tecnica piuttosto che un’altra è determinata sulla base delle variazioni litteratim, verbatim, sensatim o signatim:

  • Litteratim: è una traduzione fonetica in cui è trascritto qualsiasi suono.
    Esempio: V- V- Vogliamo andarci a…ehm…lì, a Roma, sì!
  • Verbatim: è una traduzione lessicale il cui testo è trascritto parola per parola.
    Esempio: Vogliamo andarci, lì, a Roma, sì!

  • Sensatim: è una traduzione semantica, in cui è trascritta unità di senso per unità di senso.
    Esempio: Vogliamo andare a Roma!
  • Signatim: è una traduzione semiotica (in senso lato), in cui sono trascritti anche tutti gli elementi paraverbali e non verbali importanti.
    Esempio: Vogliamo andare a Roma! [piange]

La tassonomia sopracitata è un punto di riferimento, poiché in base alle esigenze dovrà essere adattata al tipo di traduzione diamesica.

Questi sono solo alcuni degli esempi della traduzione diamesica che illustrano il suo utilizzo in ambito professionale. Il mondo della diamesia utilizza varie metodologie di trasferimento linguistico che si possono offrire a un pubblico più esteso. È un campo molto ampio e complesso, caratterizzato da tante sfumature, ed in in grande evoluzione.

 

Bibliografia

– Eugeni, C., “Human-Computer Interaction in Diamesic Translation. Multilingual Live Subtitling”. In D. Dejica, C. Eugeni and A. DejicaCartis (eds.) Translation Studies and Information Technology – New Pathways for Researchers, Teachers and Professionals, Timișoara: Editura Politehnica, Translation Studies Series, pp. 19-31, 2020.

– Gambier, Y., “La traduction audio-visuelle: un genre en expansion”, in «Meta: Journal des traducteurs», vol. 49, n. 1, 2004.

– Gambier, Y., “Screen transadaptation: Perception and Reception”, in The Translator, vol. 9, n. 2, 2003.

La diamesia: variazione o traduzione? – Di Michela Burgio

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