Milano 1925: in questi anni di apertura a una nuova era, tempestosi per varie ragioni, in una città dove si pensa al lavoro, che dà e ne darà a molte persone, nasce l’Accademia di stenografia, ideata da Ferruccio Stazi, presidente Giuseppe Aliprandi di Padova, atto notarile, Milano 14 marzo 1925.

Dopo che da anni si svolgevano corsi e gare relative alla stenografia e dattilografia, nel 1938, (qualche documento porta la data 1939) nel Bollettino della Accademia italiana di stenografia, si apre il Primo centro italiano di Studi Dattilografici, per cui l’Accademia cambia il titolo, si aggiunge anche “di dattilografia”. Non poteva mancare questo interesse anche per la dattilografia. (Vedi anche l’importanza che assume sempre più la società Olivetti di Ivrea, capitanata da Adriano Olivetti). 

La dattilografia, che non fu particolarmente apprezzata da scrittori e scriventi in generale, fu invece apprezzata nel commercio, nell’industria e nel giornalismo. 

Ma dopo cinquant’anni di vita quest’Accademia viene a spegnersi. Immagino quante discussioni ci furono sui vari sistemi stenografici. In Italia, si sa, ma lo ricordo, i sistemi stenografici riconosciuti dalla Stato sono quattro, e immagino pure quanti dibattiti e quanti scritti attorno al riconoscimento o meno, da parte dello Stato, di un nuovo sistema stenografico. Per quanto mi riguarda ricordo ancora quante parole furono dette e scritte, ancora dopo anni, relativamente al riconoscimento del sistema Stenital di Abramo Mosciaro, avvenuto nell’anno 1955. 

Come già detto nel 1975, dopo la morte di Giuseppe Aliprandi, l’Accademia muore, ma tanto era stata importante l’opera della stessa che il Consiglio direttivo dell’E.U.S.I. (ente unitario del segretariato Italiano), nella riunione del 7 maggio 1978 sentì la necessità di proporre la riorganizzazione dell’Accademia italiana potenziandone pure l’attività culturale. Flaviano Rodriguez uomo di spicco concretizzerà il sogno e la sede sarà Firenze.

Flaviano aveva un meraviglioso modo di pensare la vita, ti faceva star bene stare con lui, non ebbe quindi difficoltà a trovare proseliti, che come lui pensavano di fare le cose con amore, senza retorica ma con vera passione. Queste persone, che parteciparono alla fondazione furono: GianPaolo Trivulzio, Piero Vercesi, Mario Spigoli, Ileana Giusti Costa; costoro come Flaviano, hanno dedicato molto tempo alla stenografia e alla dattilografia, discipline che richiedono sforzo, fatica, intelligenza. Sono riusciti a fondare la nuova Accademia che porterà il nome Aliprandi-Rodriguez, il 14 dicembre 1980.

Costoro hanno saputo leggere il futuro con le proprie idee, e poi con l’aggiunta sempre maggiore di soci, l’Accademia è stata al passo con i tempi in un’era di continua evoluzione tecnologica, è stata un centro di ricerca, dove si svolgevano questioni didattiche, si ascoltavano relazioni, sempre interessanti. Nell’weekend che poteva essere tra il venti e il ventisei febbraio di ogni anno, l’Accademia accoglieva i suoi soci, i quali erano contenti di ritrovarsi e di ritrovare tra i convenuti quell’amicizia che unisce una passione comune; tornava alle proprie abitazioni arricchiti e spronati. Personalmente sono grata di aver fatto parte di questo gruppo. 

Tuttavia come sempre, c’era qualche detrattore di fronte al nuovo (ci si sente più sicuri muoversi nel già noto piuttosto che aprirsi a nuovi orizzonti), si sa spesso accade così anche per altre manifestazioni della vita. 

Quando Flaviano, non è stato più tra noi, il figlio Carlo ha saputo tener vivo e “attraente” il ritrovarsi tutti a Firenze. 

Ricordo ci si contava, si decideva come partire, dove alloggiare, possibilmente stesso albergo, per stare insieme. Come a scuola gli scrutini si svolgono anche nei corridoi, così le proposte e le idee circolavano anche alla cena o già dal mattino quando ci si ritrovava in albergo per la prima colazione. L’incontro del sabato pomeriggio proponeva inevitabilmente delle argomentazioni, che erano portate in discussioni la domenica ed erano frutto anche di riflessioni notturne. 

Abbiamo sentito parlare di mercificazione dell’utente da umano a digitale, di ingegneria della comunicazione, di animatori digitali, insomma molti argomenti sono stati trattati nel tempo negli incontri accademici.

E le certificazioni? Quanto lavoro anche attorno a queste, un modo per tenere uniti e stimolare il confronto tra persone che hanno più o meno le stesse potenzialità. E poi la moderna gara di WhatsApp! Insomma nella nostra Accademia che porta questa definizione: “Multimedialità della scrittura e dell’informazione” ha trattato e tratta tanti tanti argomenti. E un ponte tra passato è futuro. 

Ora che molte persone ci lasciano via via, ci sono le nuove leve. L’Accademia si deve rinnovare, si aprono nuovi orizzonti: vedi l’interesse per il cinema, storia dell’arte, giornalismo, ecc. Alcune personaggi tra i più illustri, della “predetta” capeggiati dall’immancabile Luigi Di Marco, hanno lavorato per renderla sempre più attuale e interessante e speriamo portino a nuove strade percorribili e condivisibili. 

Dopo una notte anche la più tempestosa c’è sempre un nuovo giorno. Una tale associazione non può e non deve disperdersi anche se dovesse includere interessi diversi da quelli per cui era nata, una cosa non esclude l’altra per cui “Lunga vita all’Accademia” ! 

Lunga vita all’Accademia – di Maria Luisa Corti Crippa

Post navigation


One thought on “Lunga vita all’Accademia – di Maria Luisa Corti Crippa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.