Dico “Guerra” e penso alle immagini di distruzione e morte che vedo in tv. Gli occhi dei bambini che fuggono dalle loro case distrutte sono più espressivi di qualsiasi altra foto.

Ma non c’è solo l’Ucraina in guerra, vittima dell’aggressione russa; ci sono tanti Paesi nel mondo, Paesi poveri di cui si parla poco, in Africa soprattutto, dove la guerra è fatta dai bianchi o dai loro fratelli neri, mentre i cinesi comprano suoli e corpi (anche di bambine e bambini).

E poi c’è la guerra che ciascuno di noi combatte contro stereotipi e pregiudizi, a volte persino con se stesso. O che forse la donna non combatte, quando non capisce che la violenza di un uomo che dice di amarla ma la tormenta, la umilia, le toglie autonomia, autostima e dignità, può portarla persino alla morte.

Anche questa è una guerra difficile, non è detto che se ne esca vincendo.

Sempre terribile è la guerra; non accetto l’idea che “si vis pacem, para bellum”… se vuoi la pace devi costruirla con fatica, giorno dopo giorno, con te stesso, con i tuoi cari, con i condomini e i colleghi di lavoro, con i concittadini, eccetera eccetera.

Ho letto qualche tempo fa un romanzo interessante che racconta la guerra fra colleghi, fra superiori e dipendenti, fra collaboratori giovani e anziani. Si intitola “Exit”, racconta il disagio di chi vede che il merito non è premiato, che un/a dipendente, solo perché disabile, viene messo/a da parte, e così via. L’autrice, Enrica Ficai Veltroni, è una pubblicitaria, sa di cosa parla, espone in modo assai coinvolgente la sua personale guerra.

Ma se penso alle mie letture, non posso non associare “guerra” al “De bello gallico”, a “Guerra e Pace”, a “Via col vento”, o a letture decisamente più recenti, a Trudi Binger e al suo “Ho sognato la cioccolata per anni”, alla premessa autobiografica al primo romanzo di Dacia Maraini “La Vacanza”, ad Antonia Arslan e al genocidio degli Armeni, a Elsa Morante e alla sua indimenticabile “Storia”, i cui protagonisti Ida e Useppe sono rimasti fissi nel mio cuore.

La guerra è protagonista fragorosa nelle ultime pagine della “Coscienza di Zeno”, nel “Diario di Anna Frank”, nelle “Memorie di un’interprete di guerra” della Rzeveskja, così come non proprio guerre, ma genocidi e crimini, sono al centro delle “Cartoline da Lesbo” di Allegra Salvini – in cui si parla di migranti – o di “Frammenti di un secolo” di Liliana Bellone che racconta la dittatura argentina, o del primo romanzo di Vincenzo Lamanna, “A domani”, che parla del povero popolo bulgaro. E come non pensare alle guerre combattute e perdute, forse, “perdendo” la vita, di giornaliste come Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta in un attentato dinamitardo, o Anna Politkovskaja, di cui ho recentemente recensito la bella biografia di Lucia Tilde Ingrosso, o dei giornalisti Jamal Ahmad Khashoggi, saudita, impunemente massacrato nel consolato saudita di Istanbul, e Antonio Megalizzi, colpito da un terrorista a Strasburgo, degli studiosi come Giulio Regeni, vittima dei servizi segreti egiziani, dell’avvocata Ebru Timtik, morta nelle carceri turche, di Shireen Abu Akleh, reporter di Al Jazeera, uccisa in uno scontro a fuoco tra militanti palestinesi e soldati israeliani e uccisa una seconda volta quando al suo funerale si sono verificati gravi disordini, della cilena Francisca Sandoval o di Deborah Samuel, studentessa nigeriana lapidata in Nigeria perché accusata di blasfemia…

Anche ai bambini si può parlare di guerra, di antisemitismo, di bande, di mafia. Lo fa Sara Rattaro presentando la storia esemplare di Perlasca, lo fanno in “Vesuvio” Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio, così come Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro in “Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi”.

Guerra per tutti, adulti e bambini, guerra da cui difendersi, guerra armata o guerra di nervi, guerra combattuta o guerra immaginata: sempre guerra è, disagio, dolore, solitudine, prepotenza, sopraffazione.

È da tutto ciò che dobbiamo difenderci, e possiamo farlo se sia noi adulti che i giovani siamo informati correttamente e sappiamo difenderci dalle fake news (altra guerra da combattere! Non si finisce mai).

Bibliografia

Enrica Ficai Veltroni, EXIT – uscita di sicurezza, Sensoinverso 2021, pp 353, € 17,00
Trudi Birger, Ho sognato la cioccolata per anni, Piemme 2008, pp 181, € 12,50
Dacia Maraini, La vacanza, Rizzoli 1964-2021, pp 204, € 13,00
Antonia Arslan, La masseria delle allodole, Rizzoli 2004, € 13,00
Elsa Morante, La Storia, Einaudi 1974
Italo Svevo, La coscienza di Zeno, Feltinelli e Mondadori
Anna Frank, Il diario, Einaudi 1954, poi Mondadori e Rizzoli
Elena Rzevskaja, Memorie di un’interprete di guerra, Voland 2015, pp 461, € 20,00
Allegra Salvini, Cartoline da Lesbo, Clichy 2019, pp 141, € 15,00
Liliana Bellone, Frammenti di un secolo, Oedipus 2016, € 12,50
Vincenzo Lamanna, A domani, Les Flaneurs 2021, pp 170, € 14,00
Lucia Tilde Ingrosso, Anna Politkovskaja, Morellini 2022, pp 176, € 17,90
Sara Rattaro, I miracoli esistono, Mondadori 2021, pp 176, € 16,00
D’Amore-Ghiaccio , Vesuvio, De Agostini 2021, pp 146, € 13,90
Viola-Vitellaro, Giovanni e Paolo…, De Agostini 2021, pp1 44, € 14,90

Pensieri, letture, parole – di Luciana Grillo

Post navigation


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.